“Tracce di passaggi, dialoghi, visioni”

Nel tempo, la cantina ha aperto i propri spazi ad artisti che hanno scelto di esporre qui le loro opere, instaurando un dialogo temporaneo ma intenso con il luogo, l’architettura e il vino.

Le mostre organizzate da Majolini non sono state semplici esposizioni, ma incontri: tra linguaggi diversi, tra sensibilità artistiche e uno spazio che accoglie senza imporre.

Paolo Petrò

La ricerca artistica di Paolo Petrò si muove tra materia, segno e stratificazione. Le sue opere indagano il rapporto tra forma e superficie, costruendo immagini che sembrano emergere lentamente, come se fossero già presenti e l’artista si limitasse a portarle alla luce.

In cantina, il suo lavoro ha dialogato con gli spazi in modo silenzioso ma profondo, creando un equilibrio tra presenza visiva e ambiente.

Rubén Sosa

Il lavoro di Rubén Sosa si caratterizza per una ricerca attenta sull’identità, sulla figura e sul racconto visivo. Le sue opere invitano a una lettura lenta, fatta di dettagli e rimandi, lasciando spazio all’interpretazione personale di chi osserva.

In cantina, le sue opere hanno trovato un contesto capace di valorizzarne la profondità narrativa, senza sovrapporsi al loro significato.

Vec Samoano

Vec Samoano utilizza il linguaggio pittorico come strumento di esplorazione emotiva e simbolica. Le sue opere sono dense, istintive, attraversate da figure e colori che raccontano tensioni interiori e visioni personali.

L’esposizione in cantina ha creato un contrasto interessante tra la forza espressiva delle opere e la quiete del luogo, generando un dialogo diretto e non mediato.

Elena Moletta

Il lavoro di Elena Moletta si distingue per sensibilità, delicatezza e attenzione al dettaglio. Le sue opere raccontano mondi interiori, stati d’animo e visioni intime, attraverso un linguaggio visivo misurato e personale.

Esporre in cantina ha significato inserire queste opere in un contesto capace di accoglierle senza sovrastarle, lasciando spazio a un’esperienza contemplativa e raccolta.

Walter Pescara

Walter Pescara porta avanti una ricerca che unisce gesto, materia e composizione. Le sue opere nascono spesso da un equilibrio tra controllo e spontaneità, dando vita a lavori che mantengono una forte presenza fisica.

L’esposizione negli spazi della cantina ha messo in evidenza il rapporto tra opera e ambiente, lasciando che fossero le forme e i materiali a dialogare con l’architettura.